venerdì 7 agosto 2009

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KARAOKE BLUES: due brani inediti di Daniele Maggioli in vendita in esclusiva solo on-line!


PRO LOCO, di Daniele Maggioli


DANY GREGGIO & THE GENTLEMEN, di Dany Greggio


SPETTRI SOSPETTI, di Giuseppe Righini

lunedì 15 giugno 2009

Il sogno e l'avventura



Il sogno e l'avventura, di Riccardo Mannerini (Liberodiscrivere)

Ho condiviso con passione l’idea di questo progetto editoriale che vede riunita tutta l’opera poetica di Riccardo Mannerini, consapevole di quanto sia stato importante per Fabrizio sia l’uomo che il poeta. E si sa, quando si cerca di risalire alle fonti formative di un artista, anche i richiami più lontani contengono preziose informazioni e sorprese commoventi.Conosco Riccardo solo attraverso i ricordi di Fabrizio, racconti che mi hanno consegnato la sua grande umanità, trasferendomi la stessa stima che ha sempre nutrito Fabrizio nei suoi confronti.Mannerini è stato per Fabrizio un Maestro di pensiero libertario, come Georges Brassens lo è stato nella canzone. È stato anche compagno di scoperte e scorribande, e la vita la si comprende sì all’interno della famiglia e a scuola, ma soprattutto in strada. Grazie a Riccardo, un giovanissimo Fabrizio trovò il coraggio di rompere gli schemi e di affrontare forti tematiche sociali, introducendo nel codificato mondo musicale il cosiddetto “concept album”.Uomini di tale levatura non ti abbandonano mai: nell’animo di Fabrizio rimasero per tutta la vita lo spirito e il pensiero di Riccardo, divenendo guida illuminante di riflessioni da trasmettere alle generazioni future.(Dori Ghezzi De Andrè)

Poesie 1955 – 1980 a cura di Francesco De Nicola e Maria Teresa Caprile. Con uno scritto di Mauro Macario e interviste di Ugo Mannerini

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venerdì 20 marzo 2009

Bocca di Rosa



Bocca di Rosa, di Andrea Podestà (Zona)

Scese dal treno a Sant'Ilario E fu la rivoluzione Arpeggio di chitarra, tastiere, piatti, basso. Poi, quando tutto sembra erompere, tutto si ferma. Roba di pochi secondi, quanto basta per avvertire la sua presenza: Eccomi, mi senti? Lo senti il mio cuore?... Tre battiti. Poi la sua voce (di lui o di lei?): “La chiamavano Bocca di rosa…”. E' davvero esistita Bocca di rosa? Perché questa donna che “metteva l’amore sopra ogni cosa” è diventata un simbolo, quasi un’icona? Storia e storie di un successo che dal 1967 non tramonta. "Bocca di rosa. Scese dal treno a Sant'Ilario e fu la rivoluzione" di Andrea Podestà ci porta sulle tracce di colei che "faceva l'amore per passione" (né per noia né professione...) divenuta - suo malgrado - una sorta di "musa di strada", il cui nome viene ormai citato a sproposito come sinonimo elegante di "prostituta". Un brano che ha più di quarant'anni ma non li dimostra: "Bocca di rosa" è nata infatti nel lontano 1967, quando anche in Italia esplodeva quella rivoluzione sessuale che avrebbe cambiato per sempre i nostri costumi. Nel libro sono contenute - tra l'altro - le testimonianze del cantautore genovese Max Manfredi, di Aldo Leporati (curatore del sito santilarionline.it), Claudio Sassi (autore con Michele Neri e Franco Settimo di "Fabrizio De André. Discografia illustrata"), Alfredo Franchini (autore del volume "Uomini e donne di Fabrizio De André), del regista Riccardo Marchesini (autore nel 2002 del mediometraggio "Bocca di rosa") e dell'attrice Claudia Zanella, che ha interpretato nel 2008 il personaggio di Maritza-Bocca di rosa nel film "Amore che vieni amore che vai" di Daniele Costantini, tratto dal romanzo di Fabrizio De André "Un destino ridicolo".

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giovedì 22 gennaio 2009

De André Talk


De André Talk, di C. Sassi e W. Pistarini (Coniglio Editore)
Le interviste e gli articoli della stampa d’epoca
Un uomo schivo, uno scrittore colto, un amico gioviale dalla dialettica affascinante: quale l’aspetto di De André che ha contribuito alla costruzione della sua immagine? Certamente il talento e la cura per il suo lavoro sono gli elementi che hanno portato il cantautore genovese a diventare quel grande artista che continua a far innamorare di sé intere generazioni. Eppure non basta, a chi vuole svelarne il mistero, conoscere il “personaggio pubblico”. Leggere le sue lunghe conversazioni, quelle a cui si lasciava andare quando non si sentiva sotto i riflettori, aiuta a sciogliere alcuni nodi di una personalità complessa, eppure mai nebulosa. Quando sembrava dimenticare che le sue parole sarebbero state lette dalla comunità di ammiratori che cresceva di anno in anno, De André si trasformava in un gran comunicatore e parlava con piacere dei suoi progetti, del mondo musicale italiano (aspre le critiche contro le manifestazioni canore, prima fra tutte Sanremo), ma anche di argomenti legati alla sua vita personale, come il trasferimento in Sardegna per dedicarsi all’allevamento e all’agricoltura o il racconto dei difficili giorni del rapimento. Il volume, inoltre, offre la riproduzione anastatica di numerosi articoli ormai introvabili.

Fabrizio De Andrè - Spesso mi ha fatto pensare


Fabrizio De Andrè - Spesso mi ha fatto pensare, di autori vari, cofanetto libro+cd+libretto (Eluthera)
Fabrizio De André è ancora uno dei cantautori, anzi dei poeti più amati un po' da tutti – da chi ha vissuto accompagnato dalle sue canzoni la seconda metà dello scorso secolo come da chi non l'ha mai «conosciuto» e lo scopre oggi.Un rapporto speciale De André ha sempre avuto con gli anarchici (tra l'altro si è sempre definito tale, fin dagli anni Sessanta). Nel 2001 il mensile «A rivista anarchica» ha prodotto alcuni Cd e Dvd su di lui. Non tanto sul cantautore, quanto sull'intellettuale, sul sostenitore di tante «cause perse», sul cantore di ladri, impiccati, prostitute, indiani, zingari.Il primo di questi prodotti è il cd+libretto ed avevamo gli occhi troppo belli, nel quale viene eseguita, tra l'altro, una versione live del brano Se ti tagliassero a pezzetti e l'esecuzione inedita del brano I Carbonari. Ma soprattutto in questo cd si può ascoltare la sua inconfondibile voce parlare appunto dei temi esistenziali e sociali che hanno infl uenzato la sua poetica.Ci ritorna un Fabrizio fine pensatore sempre schierato – come amava dire – in direzione ostinata e contraria. Il libretto contiene scritti di Emile Armand, Mariano Brustio, Giovanna Boursier, Paolo Finzi, Romano Giuffrida, Mauro Macario, Errico Malatesta, Riccardo Mannerini e della redazione di «A rivista anarchica».
IL LIBRO: DE ANDRÉ: GLI OCCHI DELLA MEMORIA - TRACCE DI RICORDI CON FABRIZIO di Romano Giuffrida - 168 pp. ill. Prefazione di Mauro Macario Illustrazioni di Massimo Caroldi
Sulla scena dei grandi mutamenti culturali e sociali che hanno interessato l'Italia negli ultimi decenni, Fabrizio De André ha tessuto la trama di sensazioni ed emozioni che hanno disegnato il sentire libertario per più di una generazione. Il libro rilegge le sue canzoni rintracciando i «fili» che hanno composto l'arazzo della sua poetica, definendone i percorsi e le tonalità che più hanno influenzato il pensiero e l'agire politico di chi ha amato la sua poesia. In questo viaggio nella memoria con Fabrizio De André, l'autore incontra anche le parole di chi Faber ha cantato e quelle di chi, nelle sue poesie, non solo si è riconosciuto ma ha trovato anche un senso per il proprio vivere e il proprio agire.

Fabrizio De André. Discografia illustrata


Fabrizio De André. Discografia illustrata, di M. Neri, C. Sassi e F. Settimo (Coniglio editore)
Questo libro ricostruisce e analizza la discografia di Fabrizio De André con pretese di completezza; ed effettivamente raggiunge l'obiettivo. Per la prima volta la sua opera viene schedata dal primo 45 giri uscito nel 1961 (e non nel 1958 come erroneamente riportato da quasi tutte le discografie) fino alle ultime pubblicazioni. Ogni aspetto dell’arte di De André viene passato al setaccio con rigore, chiarezza e notizie in molti casi inedite, centinaia di immagini di copertine ed etichette rarissime.

Ballata per Fabrizio De André


Ballata per Fabrizio De André, di S. Algozzino (Becco Giallo)
Che cosa succede se Tito, Marinella, il Gorilla, Michè, Bocca di Rosa prendono magicamente vita per raccontarci - da un privilegiato punto di vista - il loro indimenticato creatore?Prostitute, balordi, ubriaconi, travestiti: una galleria memorabile di personaggi "ultimi", un coro di voci inedito e appassionato trova vita in forma di fumetto: un originalissimo, intimo viaggio in quattro atti dentro l'opera di Fabrizio De André. Uno strumento curioso per continuare a ricordarlo, studiarlo, sentirlo sempre vicino a 10 anni dalla sua scomparsa.Intenso. Non trovo aggettivi migliori per descrivere il viaggio che mi ha portato a questo libro. Tito, Michè, Andrea: li sento ancora parlare nella mia testa, litigare per chi deve andare in scena, discutere di sesso, religione, politica, miseria.(Sergio Algozzino). Avevo capito al primo accordo, al primo respiro, al primo ascolto. Quelle melodie malinconiche, quel qualcosa di medievale, di grezzo, di delicato e sanguigno, mi avevano sconquassato. Oggi continuano a farlo. (dalla prefazione di Guillaume Bianco)